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Eolico: segno più per la domanda elettrica.

A settembre l’energia elettrica richiesta complessivamente in Italia, pari a 26,4 miliardi di kWh, è cresciuta leggermente, rispetto allo stesso mese dello scorso anno: +1% secondo il rapporto mensile elaborato da Terna. Il livello massimo di domanda elettrica è stato registrato mercoledì 2 settembre alle ore 12 con 50.454 MW; tale valore è del 4,5% più elevato in confronto al picco raggiunto nell’arco degli stessi trenta giorni del 2014. La produzione nazionale ha coperto l’87,2% dei consumi elettrici totali. Da segnalare il buon momento dell’eolico, perché le fattorie del vento hanno generato 1.209 GWh in un mese, con un incremento di quasi il 28% rispetto a settembre dell’anno passato, quando si erano fermate a 945 GWh. In crescita anche la produzione degli impianti fotovoltaici (2.174 GWh, +8,4%) e geotermici (486 GWh, +5,4%), mentre le centrali termoelettriche hanno assicurato un output pari a 15.753 GWh, +2,5% in confronto a settembre 2014. Di contro, invece, i bacini idroelettrici hanno garantito un apporto notevolmente più basso di un anno fa, con un calo di quasi il 12% a quota 3.573 GWh.

Come si presenta il bilancio energetico dei primi nove mesi del 2015? La domanda elettrica cumulativa ha superato 237.000 GWh (+1,9% nel paragone con il medesimo periodo dell’anno precedente) di cui circa 205.000 soddisfatti dalla produzione nazionale netta. L’unica fonte in perdita è l’idroelettrico, che da gennaio a settembre ha generato il 23% in meno di energia rispetto ai nove mesi iniziali del 2014, attestandosi a 36.257 GWh. Rimanendo nel campo delle tecnologie rinnovabili, si nota l’ottimo rendimento del fotovoltaico, capace di produrre quasi il 10% di elettricità in più con 20.382 GWh totali; bene anche l’eolico e la geotermia, con rispettivamente +2,5% e +4,3% di generazione rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso. Il settore termoelettrico, infine, è cresciuto in modo abbastanza sensibile (+8,5%) avendo prodotto circa 133.000 GWh da gennaio a settembre 2015.

Fonte: www.energymanagernews.it